Cosa si intende per piano di rientro sostenibile? Il piano di rientro si riferisce ad un accordo sottoscritto da debitore e creditore con l’obiettivo di stabilire nuovi termini di pagamento
I termini di pagamento in oggetto riguardano le fatture non ancora versate. Grazie alla stipula di un piano di rientro, debitore e creditore si accordano su come dilazionare un importo specifico, spalmandolo su più rate. In tal modo il debitore sarà in grado di saldare quanto deve, evitando, al contempo, di gestire e versare grosse cifre in un’unica soluzione. Far riferimento ad un piano di rientro rappresenta la soluzione ideale per gestire al meglio i crediti commerciali che hanno subito un ritardo o sono rimasti insoluti.
I contesti in cui potrebbe apparire necessario appoggiarsi ad un piano di rientro sono variegati. In genere, le fatture non pagate si subordinano a problematiche relative ai flussi di cassa che causano una liquidità esigua, o ancora ad un indebitamento fuori controllo. Ritrovarsi in un momento di difficoltà finanziaria è una condizione comune a tante imprese. Spesso, la scarsa liquidità si lega ad un mancato pagamento o ad un ritardo dello stesso da parte dei clienti dell’azienda in questione, o può essere legato a situazioni impreviste come un momento di crisi finanziaria, un’impennata dell’inflazione o ancora una crisi di carattere energetico. Si tratta di situazioni che possono inficiare le possibilità del debitore rispetto al saldo puntuale delle fatture. In quadri diversi, le criticità finanziarie si subordinano al settore peculiare di pertinenza, come ad esempio una drastica diminuzione della domanda nel corso di una fase recessiva.
Per mezzo di un accordo tra creditore e debitore, concretizzando un piano di rientro si fissano modalità di pagamento diverse rispetto a quelle concordate all’origine, battezzando così una ristrutturazione del debito.
Modalità
Per mezzo di un piano di rientro quindi, le singole parti potranno giungere ad un accordo che sia soddisfacente per tutti, abolendo così il rischio di ricorrere a vie legali al fine di denunciare l’insolvenza del debitore o la rinuncia al credito. Sia il creditore che il debitore godono del diritto di proporre un piano di rientro del debito. Qualora le parti dovessero trovare un punto di accordo, si passerà a stipulare in forma scritta le nuove modalità di rimborso del debito, stabilendo nel dettaglio i singoli termini dell’accordo.
I vantaggi offerti da un piano di rientro possono essere diversi per entrambe le parti. Il debitore infatti potrà:
1. godere di un piano di sostenibilità gestibile rispetto al proprio debito, per mezzo di una rateizzazione dello stesso dilazionata nel tempo;
2. evitare il rischio di deteriorare il rapporto di fiducia tessuto in precedenza con il creditore;
3. contenere la pressione finanziaria in senso lato.
Il creditore invece potrà:
1. incrementare l’opportunità di recuperare il proprio credito, anche se in forma dilazionata;
2. ottimizzare la gestione del rischio economico;
3. eliminare il rischio di fronteggiare ulteriori costi legali e amministrativi subordinati ad un’eventuale causa per insolvenza o di recupero crediti.

Piano di rientro e dati utili
Ma quali sono nello specifico le informazioni presenti all’interno di un piano di rientro del debito? Un piano di rientro è caratterizzato da una serie di elementi che determinano le specifiche dell’accordo e le condizioni di rimborso. Potremmo individuarli in componenti accessorie ed essenziali. In sintesi, le informazioni contenute in un piano di rientro sono:
1. i dati identificativi delle parti coinvolte;
2. gli estremi del debito d’origine;
3. le date esatte di pagamento, ovvero le scadenze entro le quali il debitore è tenuto al pagamento delle singole rate in capo al debito dilazionato;
4. l’importo e il numero delle rate;
5. interessi: elemento opzionale, ma qualora siano previsti, dovranno essere indicati il tasso applicato e i termini di calcolo a cui si è fatto riferimento;
6. modalità di recupero del credito nel caso di inadempimento dello stesso;
7. la rinuncia del creditore a procedimenti di carattere esecutivo.
Naturalmente, per essere considerato valido, il piano di rientro deve essere sottoscritto da entrambe le parti.
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