Un nuovo disegno di legge vorrebbe facilitare la regolarizzazione delle posizioni contributive da parte dei cittadini inadempienti
Vediamo insieme alcune delle prime anticipazioni su quest’ultimo disegno di legge chiamato rottamazione quinquies. La manovra, attualmente discussa in Senato e non ancora approvata, potrebbe rimettere in gioco i termini inerenti l’accesso all’agevolazione sul saldo dei debiti, allargandone inoltre le tempistiche di applicazione. Le misure pregresse, dette “rottamazione”, sono state introdotte dal legislatore nell’arco del tempo, con l’obiettivo di avvantaggiare la pace fiscale, insieme alla composizione dei rapporti tra contribuenti ed Agenzia delle Entrate.
Tali predisposizioni, le cosiddette “definizioni agevolate”, hanno inglobato il doppio obiettivo di consentire allo Stato il recupero dei crediti in sospeso, permettendo ai cittadini inadempienti di regolarizzare il proprio quadro fiscale per mezzo del pagamento dei debiti passati, permettendo a questi ultimi di beneficiare, al contempo, di condizioni di vantaggio. Sarebbe proprio su questo tema che potrebbe presto essere attuata la cosiddetta rottamazione quinquies, in quanto quest’ultima è adesso sotto esame del governo per la concretizzazione di un disegno di legge che nel corso di quest’anno vorrebbe introdurre una nuova strada per la regolarizzazione della posizione fiscale dei cittadini, già schiacciati dal carovita e dall’inflazione variabile.
La rottamazione quinquies
La nuova rottamazione implicherebbe la cancellazione di interessi e sanzioni, alleggerendo così il peso finanziario complessivo dei cittadini. In coda alla rottamazione quater, l’Esecutivo starebbe quindi valutando una nuova applicazione legislativa dello stesso tipo. Si parla senz’altro di un ritrattare, in quanto il Governo dopo l’esclusione della misura dal decreto Milleproroghe (per estraneità alla materia e per mancanza di copertura finanziaria) aveva optato per garantire solo una proroga alla rottamazione quater, ma adesso siamo di fronte alla possibilità di un’altra definizione agevolata.
Nello specifico, potrebbero essere estesi i confini della sanatoria, andando ad inglobare anche quei debiti provenienti da ingiunzioni fiscali (e non da cartelle esattoriali) emanate da Province, Regioni, Città e Comuni. La differenza di base è che la cartella è utilizzata dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione per la riscossione coattiva di crediti su mandato di enti creditori nazionali (Inps, Agenzia delle Entrate), mentre l’ingiunzione fiscale corrisponde all’elemento impiegato dagli enti locali per il recupero dei tributi e di altre entrate su base locale.
Ne deriva quindi che la nuova sanatoria (oltre che concedere la possibilità di pagare i debiti maturati tra il primo gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023) intenderebbe espandersi eventualmente anche ai tributi IMU e TARI, bolli auto, multe stradali, ect.

Le specifiche
All’interno del nuovo potenziale decreto, mirante alla pace fiscale e al superamento di impegni tributari, vi sarebbe poi una differenza rispetto all’accesso effettivo alla nuova definizione agevolata, nei seguenti termini:
1. per le ingiunzioni fiscali, l’agevolazione della rottamazione quinquies apparirebbe subordinata all’adesione effettiva dell’ente territoriale creditore. Tramite delibera apposita infatti, l’ente citato dovrebbe rendere nota l’adesione al sistema e il contribuente potrebbe così presentare domanda per l’accesso alla definizione agevolata. Ogni amministrazione di territorio sarà tenuta a specificare le modalità di adesione, insieme al numero massimo di rate, chiarendo inoltre se l’operazione di accogliere la richiesta di adesione è condizionata alla rinuncia ad eventuali giudizi pendenti.
Rispetto invece ai crediti gestiti dagli uffici di Riscossione, oggetto di cartelle esattoriali, il contribuente potrebbe fare appello alla rottamazione quinquies, a prescindere dall’ente titolare del credito.
Nonostante la volontà di alleggerire il carico di debiti complessivo, dovrebbero comunque essere versati i costi per le procedure esecutive, gli oneri di notifica e gli interessi da dilazione nel caso di pagamenti rateali. Il disegno di legge prevederebbe una rateizzazione dei debiti fino a 120 rate mensili, con la possibilità di saltare fino a 8 rate non consecutive senza perdere i benefici della definizione agevolata.
Attualmente la rottamazione quinquies è inserita all’interno di un ddl, quindi si attende un’eventuale pubblicazione in via definitiva sulla Gazzetta Ufficiale, qualora la stessa venga appunto approvata.
La sua struttura non sarà diversa dalle sanatorie precedenti, per cui il contribuente potrà saldare il proprio debito senza dover versare la cifra complessiva, richiesta senz’altro in altri contesti.
